Chi siamo

Nel 1989 nasceva l' Hostaria Menenio Agrippa. Da sempre a conduzione familiare diventa nel tempo uno dei punti di riferimento dei cittadini di Monte Sacro.E' da questa ventennale esperienza che abbiamo maturato la convinzione che in un mondo che corre sempre più veloce servano dei momenti di lenta spensierata allegria.

E quale miglior momento se non quello a tavola con gli amici?

E' con questo spirito che vorremmo accogliervi e farvi “gustare con lentezza” la nostra cucina espressa e la nostra pizza cotta a legna, come del resto tutti i nostri arrosti di carne.

E come vedrete nelle pagine interne ci piace l'idea che i nostri ospiti possano scegliere in un'ampia varietà di sapori accompagnati dalla generosità tipica della trattoria romana

Questo insieme di caratteristiche per essere amalgamate con successo richiede il tempo necessario e la vostra disponibilità.

Fatevi consigliare dai nostri camerieri sui piatti del giorno e non rimaneteci male se nei momenti di gran lavoro vi invitano ad una scelta dei primi piatti non troppo vasta... è il costo della cottura espressa e della genuinità.

 

 

La nostra storia - Menenio Agrippa

Menenio fu eletto console nel 503 a.C. assieme a Publio Postumio Tuberto, con il quale si trovò a fronteggiare la defezione delle città di Pometia e Cori, passate nelle fila degli Aurunci. Dopo aver sconfitto un ingente esercito aurunco, i due consoli mossero battaglia a Pometia; la battaglia, combattuta ferocemente da ambo le parti, fu vinta dai Romani, che decretarono il trionfo per i due consoli. Nelle lotte fra patrizi e plebei, fu considerato un uomo dalle opinioni moderate che ebbe la fortuna, rara nei conflitti civili, di essere apprezzato e stimato da entrambe le parti. Grazie alla sua mediazione, la prima grande rottura fra patrizi e plebei, corrispondente all'evento storico della secessione sul Monte Sacro, fu ricondotta ad una conclusione felice e pacifica nel 493 a.C. In questa occasione si dice che abbia esposto alla plebe il suo ben noto apologo del ventre e delle membra. Morì alla fine dello stesso anno e, poiché aveva lasciato proprietà appena sufficienti a pagare un funerale estremamente semplice, fu sepolto con un magnifico funerale a spese dello Stato. I plebei avevano raccolto contributi volontari per lo scopo, che furono dati ai figli di Menenio, dopo che il Senato decretò che le spese del funerale fossero a carico dell'Erario.

 

 

Agrippa spiegò l'ordinamento sociale romano metaforicamente, paragonandolo (come in Esopo) ad un corpo umano nel quale, come in tutti gli insiemi costituiti da parti connesse tra loro, se collaborano insieme sopravvivono, se discordano insieme periscono. E che, effettivamente, se le braccia (il popolo) si rifiutassero di lavorare, lo stomaco (il senato) non riceverebbe cibo. Ma ribatté che, dove lo stomaco non ricevesse cibo, non lavorerebbe e non lavorando tutto il corpo, braccia comprese, deperirebbe per mancanza di nutrimento. La situazione fu ricomposta ed i plebei fecero ritorno alle loro occupazioni, senza considerare che nel corpo umano la distribuzione del nutrimento dallo stomaco alle membra è inevitabile, mentre la distribuzione delle risorse tra gli uomini dipende dalla percezione del senso di giustizia e dall'organizzazione della società

 

 

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